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Gubbio, Biblioteca Comunale Sperelliana

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NELLA STORIA...

Il 10 giugno 1666 Mons. Alessandro Sperelli donò alla Città di Gubbio la sua libreria, di circa 7000 volumi, in un periodo di decadenza della città allo scopo di contribuire alla rinascita spirituale, morale, sociale del suo popolo.

Infatti essa si collaca tra le prime biblioteche  con finalità pubbliche, seguendo in ordine di tempo i grandi esempi dell’Ambrosiana di Milano, dell’Angelica di Roma e dell’Augusta di Perugia.

All’atto della donazione fece seguito il tarasferimento, dai locali della sede vescovile, nei saloni del Palazzo Pretorio.

Il Vescovo Sperelli, nel 1667, istituì una fondazione – la Congregazione Sperella – e la designò erede universale e la incaricò di presiedere all’amministrazione della Biblioteca.

La Congregazione Sperella nel 1863 entrò a far parte della Congregazione di Carità, e tra questo ente e il Comune cominciò un lungo periodo di contrasti sulla titolarità dei diritti di amministrazione della Biblioteca.

Il Vescovo Sperelli, nel 1667, istituì una fondazione – la Congregazione Sperella – e la designò erede universale e la incaricò di presiedere all’amministrazione della Biblioteca.

La Congregazione Sperella nel 1863 entrò a far parte della Congregazione di Carità, e tra questo ente e il Comune cominciò un lungo periodo di contrasti sulla titolarità dei diritti di amministrazione della Biblioteca.

Due nuove importanti donazioni andarono ad arricchire il nucleo primitivo della Biblioteca:la raccolta dei libri di Vincenzo Armanni (1684) e i volumi della libreria personale di Luigi Ranghiasci (1824).

La Biblioteca rimase chiusa a seguito di un importante ammanco di volumi dal 1836 al 1838, con relativo grave danno degli studiosi di Gubbio che mossero istanza affinchè venisse riaperta.

Nel 1863 il comune di Gubbio entrò in possesso della biblioteca Sperelliana e venne proposta l’unificazione con quella Comunale; ma il problema pratico si riscontrò nell’individuazione dello spazio per la sistemazione di quella grande quantità di volumi.

Si pensò, allora, all’ex convento di S Pietro e precisamente alla stanza che sovrasta il refettorio.

Tra varie opposizioni, si decise, dunque, il trasferimento della biblioteca nell’ex convento di S. Pietro, appunto.

Dovendo, tale stanza, essere restaurata e adattata, e dovendo gli uffici municipale prendere possesso delle nuove sedi, i libri furono provvisoriamente collocati in un’altra stanza sotto la cura e la responsabilità del bibliotecario in carica.

Al momento del riordinamento della Sperelliana, però, il presidente della Congregazione di Carità  si oppose al trasferimento finchè non sarebbero state assicurate le dovute garanzie in quanto il locale , adibito a nuova sede, non sarebbe stato adatto e sicuro.

Dopo tale opposizione venne incaricato un ingegnere per effettuare un sopralluogo e la sua relazione avvalorò quella del presidente della Congregazione di Carità.

A questo punto la biblioteca Sperelliana venne riportata all’antica sede.

Nel  1974 la Sperelliana lasciò la sede del palazzo del Comune e fù trasferita nell’ex convento di Santo Spirito, in via Cairoli,1.

La Biblioteca Comunale Sperelliana, dopo 138 anni dalla sua individuazione originaria, troverà finalmente la sua nuova sede nell’ex convento di S. Pietro, che insieme all’omonima Chiesa costituisce uno dei più importanti plessi monumentali della città di Gubbio.


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