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 25 Marzo 2017 - Lettera di Sabina Antonelli ai suoi lettori

IO VI HO VISTI

Io vi ho visti ieri sera. 
Vi ho visti stupefatti e sorpresi mentre i “miei bambini” si alzavano uno alla volta accendendo le loro lanterne per regalarvi i “sogni” di grandi scrittori, letterati, filosofi….
Eravate immersi nella meraviglia quando Giacomo ha cantato e i ragazzi hanno ballato con i loro sogni tra le mani
Vi ho visti commossi quando le immagini della mia scuola, la scuola dell’infanzia di via Piermarini, vi hanno portato in una dimensione magica attraverso i giochi dei “piccoli”
Eravate attenti, presi nell’ascolto delle poesie e dei brani che i “bambini” hanno letto per voi
Ho visto lacrime e sorrisi e risate al momento degli abbracci e, lasciatemelo dire, eravate bellissimi mentre vi scambiavate un gesto così semplice e antico ma nello stesso tempo dirompente e sempre nuovo
Ho visto i vostri cuori mentre vi raccontavo degli abbracci che Vittorio mi ha mandato quando scrivevo e illustravo “Il bambino che non voleva essere un lupo”. Erano lì, allo scoperto, nei vostri sguardi su di me.
Poi non vi ho visto più perché leggevo con Giacomo vicino e la sua meravigliosa voce che corre, prende, scalda, crea, fiorisce. Non vi ho visto ma vi ho sentito. Il silenzio a volte è colmo di parole e la luce splende anche nel buio
Oltre alle parole c’erano anche le immagini del libro a catturare la vostra attenzione ma quando è apparso Vittorio…il silenzio è cambiato. E’ diventato sospeso, profondo, allargato. Io ho sentito la differenza e il mio cuore ha sorriso perché…
Perché Vittorio fa così. Ti entra nel cuore e se lo prende. Con i suoi occhi così profondi, anche da bambino, la sua forza incredibile e quel coraggio caparbio determinato felice di essere dalla parte della verità, con tutti i suoi dubbi, difficoltà, rabbie, dolori e meraviglia, stupore, incanto, dedizione agli altri. Una dedizione così totalizzante da diventare necessaria per vivere al punto di perdere la propria vita per lei.
Vittorio è stato molto più di quello che io ho provato a trasmettervi. Ora che lo avete incontrato tenetelo con cura nei vostri pensieri e nel vostro cuore. Era un ragazzo, un giovane uomo direbbe mamma Egidia. Era un bambino. Un bambino che voleva essere un lupo.
Grazie, grazie a tutti di essere venuti e di avermi scritto poi parole bellissime. Vi abbraccio forte, Sabina





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